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Paolo Gioli nasce a
Sarzano di Rovigo il 12 ottobre 1942, settimo di undici figli di
Celio, geometra, e di Leonina Gasparetto. Frequenta le scuole
elementari a Sarzano. Verso i diciotto anni conosce lo
scultore Virgilio Milani e inizia a frequentare il suo studio di
Rovigo. E' per lui un primo maestro. Nel 1960 inizia a lavorare come
decoratore in un laboratorio di ceramica di Rovigo. Qui conosce
Carla Schiesari, che sposerà nel 1969.
Dal 1960 al 1963 frequenta la Scuola Libera del Nudo
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Paolo
Gioli, Venezia,1963 |
presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Conosce Luciano Gaspari e
Giuseppe Santomaso, che lo incoraggiano a disegnare e a dipingere, e
successivamente Emilio Vedova, mentre l'assidua
frequentazione dei musei e delle gallerie veneziane lo avvicina
all'arte italiana del Medioevo e del Rinascimento e le frequenti
visite all'Archivio storico della Biennale e alla
collezione Guggenheim gli fanno conoscere le avanguardie. Nel 1964
incontra la Pop Art americana, esposta alla Biennale. Nella sua
permanenza a Venezia, fino al 1967, conosce il gallerista Cesare
Misserotti e, fra gli altri, il critico Berto Morucchio.
Partecipa alle mostre collettive dell'Opera Bevilacqua La Masa,
presidente Diego Valeri, nel 1963-'64 (vincitore del primo premio
per il disegno, "Nudo", 1963), 1964-'65, 1965-'66
(vincitore del primo premio per la pittura, "Figura, figura,
figura, figura", 1965). Nel 1964, '65, '66, '67 espone in
mostre personali alla galleria l'Elefante, presso la quale stampa la
sua prima cartella litografica, "Oggetti probabili", 1967. Alla fine
del 1967 insieme al pittore Piergiorgio Brusegan parte per New York, dove vive
per circa un anno. Qui conosce Ruth Friedlich (a lui segnalata
dall'allora conservatore di Ca' Pesaro Guido Perocco), la quale gli è d'aiuto e gli fa
ottenere una borsa di studio della John Cabot University di Boston. A New York stringe
amicizia con Paolo Vampa, che diviene sostenitore
e produttore del
suo lavoro. Gioli vive prima nel quartiere portoricano e poi a Union
Square, accanto alla Factory di Andy Warhol. Fa diretta conoscenza
dell'Espressionismo Astratto, della Pop Art, del New American Cinema
e visita ripetutamente i musei e le gallerie d'arte newyorchesi, e
il Museo di Storia Naturale. Lavora ad alcuni grandi disegni (uno di
essi è oggi conservato presso la Rockfeller Foundation), ma
l'esperienza americana segna soprattutto la nascita di un forte interesse per il cinema e, insieme, di un primo
interesse per la fotografia. Nell'autunno del 1968 è di nuovo in
Italia e per un anno torna a vivere a Venezia. Nel 1969 inizia a
lavorare con il cinema e poi con la fotografia, utilizzando camere
con foro stenopeico. Nel 1969 si trasferisce a Roma, dove vive fino
al 1975. E' il periodo della Pop Art romana, che vede
attivi Schifano, Angeli, Festa. Gioli affianca alla pittura e al
disegno la serigrafia e la litografia (realizza una nutrita serie di
tele serigrafiche, due cartelle
litografiche, "Ispezione e
tracciamento sul rettangolo" e "Immagini disturbate da un
intenso parassita", 1975 e un libro litografico, "Dadathustra",
1976) e approfondisce sempre di più i suoi interessi verso il
cinema e la fotografia, con decisa scelta di stampo sperimentale.
Attraverso il filmmaker Alfredo Leonardi entra in rapporto con la
Cooperativa Cinema Indipendente, intorno alla quale operano, oltre a
Leonardi, pittori come Gianfranco Baruchello e letterati come
Massimo Bacigalupo. Presenta al FilmStudio, fondato da Amerigo
Sbardella e a cui collaborano Adriano Aprà e Enzo Ungari, i suoi
primi film, interamente girati, sviluppati e stampati da lui.

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